E rieccoci qui!
Ci siamo già detti tante volte che, nel mondo dell’antiquariato, ogni oggetto porta con sé un racconto.
Un racconto che può essere autentico, scritto nel tempo e nei segni dell’uso, oppure creato artificialmente per sembrare più antico di quanto realmente sia.
Riconoscere un falso non significa soltanto difendersi da un acquisto sbagliato - esperienza che non auguriamo a nessuno - ma vuol dire imparare a leggere i dettagli e a rispettare ciò che è vero e autentico.
Per questi motivi, in questo post, condivido qualche suggerimento che potrà essere utile se ti trovi davanti a un mobile, a un manufatto o a un oggetto che ti incuriosisce.
Le riproduzioni e i falsi: quando l’antico diventa moda
Ci sono stati periodi storici – soprattutto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento – nei quali il gusto per l’antico era così forte che iniziarono a svilupparsi botteghe unicamente specializzate in riproduzioni di pezzi antichi.
In questi laboratori, artigiani del legno molto preparati, hanno realizzato diverse opere con grande precisione e cura; riproduzioni fedeli che oggi hanno un valore, ma che è bene distinguere dagli originali di epoche più antiche.
Oltre a queste riproduzioni, che conservano comunque un certo fascino, esistono anche falsi più recenti, realizzati appositamente per ingannare. A volte vengono creati assemblando parti originali di mobili antichi con elementi nuovi riprodotti ad hoc
Un trucchetto facile: alla ricerca del segnali che raccontano un’altra verità
Quando osservi un oggetto, lascia che siano i particolari a parlarti.
Il legno per esempio, quello antico conserva un profumo profondo e naturale, un po’ polveroso ma mai nulla che ricordi al chimico o alla vernice fresca.
Controlla i chiodi e le viti.
La ferramenta moderna è precisa, uniforme: tutte le viti si somigliano e sono l’esatta riproduzione l’una dell’altra. Quella antica invece è irregolare e forgiata a mano. Ogni elemento è unico.
I segni del tempo e l’usura. Questa infatti non deve essere solo superficiale. I cassetti, i bordi, le parti nascoste devono mostrare tracce di vita coerenti con la storia che ci viene raccontata.
Sono sempre i dettagli piccoli, elementi nascosti ma se impari a notarli, diventeranno per te preziosi alleati.
La provenienza: la storia che fa la differenza
Ogni oggetto autentico ha una storia di passaggi, di case, di famiglie. Ha una sua vita che può essere raccontata.
A volte è documentata da una ricevuta, altre volte è custodita in una storia tramandata.
Anche una semplice fotografia d’epoca può confermare la presenza di un mobile in un contesto preciso.
Non sottovalutare mai queste tracce: la loro assenza non è una condanna, ma è sempre bene chiedere spiegazioni.
Detto tutto questo e comprendendo quanto sia affascinante l’attività di ricerca, se un oggetto ti affascina ma non sei certo della sua autenticità, é sempre meglio affidarsi ad un professionista per fare chiarezza.
Non avere fretta di acquistare o di scartare un oggetto.
Osservalo, toccalo, ascolta la sua voce.
L’antiquariato è fatto di autenticità e di emozioni: è questo che dà valore alle cose, più di qualsiasi etichetta.
Se hai un dubbio contattaci per un parere senza impegno. A volte basta un’occhiata per fugare un dubbio, altre volte serve uno studio più approfondito. Ma ogni volta è un’occasione per conoscere meglio un pezzo di storia.
Hai un mobile o un oggetto antico e desideri saperne di più?
Sono felice di aiutarti a scoprirne l’origine e a raccontarne la storia.
La mia bottega a Sarzana è sempre aperta per consulenze e racconti!
G.

